Domande Frequenti: Fra Primo, Secondo e Terzo Livello Reiki (o Master) quanto tempo deve trascorrere?

In questo articolo desidero condividere una riflessione che ritengo molto importante e che concerne i Livelli Reiki e la scelta di un praticante di accedervi.

Questa riflessione non avrebbe ragione di esistere se Reiki venisse praticato nel luogo, nel tempo e nella modalità originaria del maestro Usui, ma poiché la società occidentale, con la sua cultura, i suoi usi e costumi, è molto differente da quella in cui Reiki ha avuto origine, diventa fondamentale chiarire quali responsabilità i passi del cammino Reiki portino con se.

Quando una persona mi chiede di poter accedere al seminario di armonizzazione Reiki di primo livello, le rispondo che il primo livello non si nega a nessuno e che al seminario bisogna arrivare preparati, attraverso il percorso di meditazione e scambio che consente di conoscere cosa sia il Reiki e di affinare la propria sensibilità. Ho descritto in dettaglio come ritengo dovrebbe avvenire l’avvicinamente al primo livello rispondendo alla domanda: Ci sono requisiti per partecipare al seminario Reiki di Primo Livello?
(Alcune considerazioni possono sembrare scontate, ma sempre più spesso persone interessate al seminario telefonano per chiedere informazioni e storcono il naso alla mia richiesta di incontrarsi prima di prendervi parte)

Se fossimo abituati a vivere in allineamento con il nostro sé più profondo e con il nostro ritmo naturale interiore non sarebbe necessaria alcuna grande preparazione!

Successivamente al primo livello, è attraverso la pratica e il lavoro costante con la meditazione che si prepara il proprio sistema mente-corpo-spirito a praticare trattamenti efficaci e centrati. Si può ovviamente scegliere di seguire il proprio percorso in autonomia, oltre che essere affiancati da un maestro nei Gruppi Scambio Reiki e Percorsi Meditazione, ma non ci si può stupire se prima di frequentare un seminario di secondo livello si è nuovamente invitati a partecipare ad un periodo di incontri.

Acquisire il secondo livello Reiki non significa avere un nuovo attestato da appendere alla parete, bensì saper gestire la responsabilità del proprio ruolo di praticante e operatore Reiki.
Attraverso i trattamenti di secondo livello possiamo influire in maniera importante sul piano mentale ed emozionale, anche al di la della dimensione locale di spazio e tempo. Una maestro coscienzioso – e consapevole del potere del Reiki – dovrebbe a mio parere conoscere la purezza dell’intenzione di chi si avvicina ad un seminario di secondo livello prima di consentirvi la partecipazione. Per quanto questa valutazione possa essere soggettiva, vi sono altri elementi che ritengo fondamentali perché un praticante possa accostarsi produttivamente al seminario di secondo livello: la capacità di sapere cosa sente sotto le mani, ad esempio (un misto di evoluzione energetica ed esperienza), la consapevolezza del proprio ruolo – anche all’esterno di un gruppo di scambio – e la capacità di riferire un feedback coerente e chiaro dopo un trattamento.

Si suggerisce “d’ufficio” di far trascorrere almeno 6 mesi fra il seminario di primo livello e quello di secondo livello, ma molto spesso l’incostanza di chi pratica può allungare il tempo necessario anche a due-tre anni.
Sono io stesso il primo ad invitare coloro che non sono disposti ad attendere tanto a recarsi da un altro maestro.

E poi, da parte di alcuni, arriva la fatidica richiesta di avvicinarsi al terzo livello (o Master Reiki).

E’ doveroso da parte mia premettere che non condivido la scelta di scindere l’iniziazione di terzo livello (quarto simbolo nella tradizione Usui Shiki Rioho Occidentale) dal maestrato (condivisione delle pratiche per l’iniziazione al Reiki) ovvero di considerare separati terzo e quarto livello. Sicuramente una buona ragione – dal punto di vista commerciale c’è: incassare prima la quota di iscrizione al terzo livello, piuttosto che scremare a attendere che un praticante sia davvero pronto a diventare punto di riferimento per altri discenti e possa sostenere – sia energeticamente che mentalmente – l’impegno di porsi come guida!

Essere Master – o “maestro” – Reiki significa innanzitutto saper dimostrare con la propria vita l’atteggiamento e l’essenza del Reiki: essere allineati all’intenzione di realizzare se stessi e vivere in armonia con la propria natura di esseri umani.
Significa anche accorciare la distanza fra il proprio se superiore e il proprio se terreno, perché gli insegnamenti e l’energia trasferita siano il frutto della propria saggezza innata.
Il maestro diventa spesso il destinatario di domande, dubbi e richieste da parte dei nuovi praticanti e solo attraverso una profonda connessione con quella saggezza che è propria della nostra dimensione più elevata, potrà rispondere opportunamente.

Se da una parte ognuno è maestro di se stesso, ritengo doveroso che la scelta di iniziare un altro individuo come Master Reiki sia coerente con il mio sentire più profondo e quindi il passo compiuto di comune accordo.

Qualcuno mi ha detto che ogni iniziazione Reiki può essere considerata come un punto di inizio o un punto di arrivo: sono dell’idea che ogni livello sia una nuova partenza per un viaggio meraviglioso e anche che quella tappa vada affrontata nel momento giusto e per le giuste ragioni. – Marco Cattaneo