9 Anni di Reiki, un viaggio d’Amore

Durante una piacevole serata fra amici, Carlo disse ad Arianna di aver mal di testa. Lei si avvicinò e gli chiese se era disponibile a fare un esperimento. Lo fece sedere con la schiena diritta avvicinando le mani alla sommità del capo e rimase alcuni istanti ad occhi chiusi in quella posizione, senza far niente, mentre noi altri la guardavamo incuriositi. Dopo alcuni minuti completò quello che a me era sembrato un rito sacro, attraverso gesti che avvolsero il corpo di Carlo, quasi ad accarezzarlo. Con grande stupore di tutti quanti, Carlo stava bene e si sentiva liberato da quel cerchio fastidioso. Fu allora che da Arianna sentii per la prima volta quella strana parola: Reiki.

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La Meditazione per gli Occidentali: i 4 Errori più Frequenti nella Pratica Meditativa

Quando si incontra la meditazione come strumento di crescita, lo si fa molto spesso per un’esigenza profonda, che poco ha a che fare con il razionale.

Spesso, in effetti, l’incontro con questa meravigliosa strada per la serenità nasce dal desiderio di risolvere un problema fisico o ridurre lo stress presente nella propria vita. Ma anche le esigenze più pratiche della nostra quotidianità sono connesse ad una dimensione invisibile dell’essere, perché corpo, mente e spirito sono più che connessi: sono facce differenti dello stesso solido.

Quando un occidentale incontra la meditazione, ha la necessità di adattare la millenaria pratica di consapevolezza alla propria cultura, al proprio sistema di credenze e soprattutto al proprio stile di vita.

Se da una parte dico sempre alle persone che affermano di non avere tempo per la meditazione che meno tempo riescono a trovare per la meditazione, più ne hanno effettivamente bisogno per la propria salute, dall’altra bisogna riconoscere che il background culturale nel quale la meditazione nasce è molto diverso da quello che viviamo in Occidente e che spesso risulta difficile comprendere una pratica che proviene da un mondo dove il tempo è percepito come ciclico e il punto di arrivo indefinito.

Le difficoltà più comuni che noi occidentali incontriamo con la meditazione sono anche le più ovvie ed affondano le radici nel nostro modo di pensare orientato agli obiettivi e al risultato ad ogni costo.

Quali sono gli errori più frequenti che compromettono la pratica meditativa per noi occidentali?

  1. Cercare di farlo “bene”: dobbiamo imparare ad accettare qualunque risultato ottenuto nella pratica quotidiana. Non esiste un modo giusto o sbagliato, buono o meno buono per meditare. Dobbiamo imparare ad osservare come testimoni… anche il risultato stesso della pratica meditativa;
  2. Cercare di eliminare le distrazioni: meditare significa essere presente, vivere pienamente quello che sta succedendo. Siamo spesso portati a considerare “una distrazione” ciò che accade mentre proviamo a meditare. In realtà, tutto ciò che avviene nel momento presente – comprese interruzioni, rumori, pensieri o dolori fisici – può diventare elemento utile a meditare proprio perché ci costringe nel presente. Il segreto è imparare a non resistervi!
  3. Cercare di svuotare la mente: la mente si svuota “da sé” solo quando rinunciamo al tentativo di sopprimere i nostri pensieri. Se percepiamo i pensieri, essi devono essere utilizzati a favore del contatto con il presente;
  4. Seguire regole troppo rigide: dobbiamo imparare ad accettare che non c’è un modo giusto o sbagliato per meditare, ma semplicemente la modalità che in questo momento, per noi, può essere più utile alla serenità. Inutile stabilire a tavolino l’obiettivo di meditare un’ora al giorno, se fatichiamo a interrompere la nostra lista delle cose da fare! Ascoltiamoci e scegliamo di giorno in giorno, rispettando la nostra volontà autentica, la pratica di cui abbiamo bisogno.

Tratto dall’Audio Corso Gratuito di Base sulla Meditazione
di Marco Cattaneo

Corso Base di Meditazione

 

Scambio Reiki a Roma (Gruppi): Unione, Armonia e Benessere

Oltre ad essere un’ottima occasione per praticare il Reiki e rilassare corpo e mente con la meditazione, i gruppi di scambio di Roma e Milano sono un meraviglioso momento di unione fra persone che condividono un percorso di crescita e scoperta di sé.

Nella quotidianità siamo abituati a relazionarci gli uni ali altri attraverso ruoli, maschere e filtri che condizionano l’autenticità del nostro essere ed è strabiliante come, ad occhi chiusi, conoscendo poco o nulla della persona che stiamo trattando o dalla quale stiamo ricevendo Reiki, si entri in contatto con una magia unica.
E’ l’energia del Chakra del Cuore, la relazione profonda che ci rende capaci di comprensione e compassione, di riconoscere noi stessi e il nostro “interlocutore” per quello che siamo veramente.

Per molti i gruppi di meditazione e pratica Reiki diventano un appuntamento imprescindibile: un allenamento per la mente, un’oasi per il cuore e un nutrimento per lo spirito… l’occasione per imparere a vivere una vita piena e presente.

Lacrime e risate, pensieri ed emozioni, benessere e tanto rilassamento… si esce da un incontro di gruppo (e questo vale anche per me che li conduco!) arricchiti e rigenerati, desiderosi di tener viva la stessa luce nella propria vita.

Un sentimento ci accomuna ogni volta dopo un paio d’ore di pratiche: un’immensa gratitudine. – Marco Cattaneo

PRENOTA LA PARTECIPAZIONE AD UNO DEI NOSTRI INCONTRI DI MEDITAZIONE E SCAMBIO REIKI ADESSO!

Domande Frequenti: Fra Primo, Secondo e Terzo Livello Reiki (o Master) quanto tempo deve trascorrere?

In questo articolo desidero condividere una riflessione che ritengo molto importante e che concerne i Livelli Reiki e la scelta di un praticante di accedervi.

Questa riflessione non avrebbe ragione di esistere se Reiki venisse praticato nel luogo, nel tempo e nella modalità originaria del maestro Usui, ma poiché la società occidentale, con la sua cultura, i suoi usi e costumi, è molto differente da quella in cui Reiki ha avuto origine, diventa fondamentale chiarire quali responsabilità i passi del cammino Reiki portino con se.

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Domande Frequenti: Ci sono requisiti per partecipare al seminario Reiki di Primo Livello?

Ascoltando apertamente le domande che più spesso le persone pongono sul Reiki, mi sono reso conto di quanto sia essenziale chiarire alcuni aspetti basilari che da praticante di lungo corso do ormai per scontati.

Mi è stato chiesto: Ci sono requisiti per partecipare al seminario Reiki di Primo Livello?

Brevemente: No, chiunque può partecipare al seminario Reiki di Primo Livello, ma è bene che conosca a quale esperienza si sta avvicinando.

Diventare Praticante Reiki e Operatore Reiki è un’esperienza enstusiasmante, che meraviglia e apre il Cuore…

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Domande Frequenti: Fare un trattamento Reiki a un’altra persona toglie energia?

Ascoltando apertamente le domande che più spesso le persone pongono sul Reiki, mi sono reso conto di quanto sia essenziale chiarire alcuni aspetti basilari che da praticante di lungo corso do ormai per scontati.

Mi è stato chiesto: Fare un trattamento Reiki a un’altra persona toglie energia?

Per chi non conosce il Reiki, la risposta è controintuitiva: No, al contrario, il praticante/operatore che svolge il trattamento trae beneficio tanto quanto il ricevente e guadagna, in più, un profondo senso di benessere.

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Quando inizi a lavorare con l’Energia, Devi Continuare!

Uno dei consigli più utili che ho ricevuto all’inizio del mio percorso con il Reiki e la Meditazione fu proprio questo: “Quando inizi a lavorare con l’Energia, Devi Continuare!”

Ho impiegato diversi anni per comprendere profondamente cosa volesse dire e ora so quanto sia importante continuare a trasmettere questo messaggio.

Mettere in movimento consapevolmente la propria energia vitale, all’inizio, equivale a soffiare su un oggetto coperto di polvere: la prima reazione che si può ottenere è quella di alzare un polverone, appunto, e cominciare a scorgere la bellezza dentro di sé.

Non importa quale disciplina si scelga (Yoga, Reiki, Meditazione, Ipnosi…), la  sensazione che la maggior parte delle persone segnala nel primo periodo è quella di maggior benessere, rilassatezza, meno stress e ansia. Corpo, mente e spirito sentono subito quanto lavorare sul piano sottile della propria esistenza possa produrre benefici.

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